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Le opere di artigianato artistico dalla Magna Grecia ad oggi.

artigianato tipico di Matera

Artigianato Matera

Le tradizioni dell’artigianato a Matera affondano radici antiche. E si manifestano con vere e proprie opere d’arte ricche di cultura e maestria.

La famiglia Giordano è una delle famiglie materane che eredita l’arte della manifattura in terracotta. Rocco Giordano, padre di Mimmo, è stato uno dei primi a credere nella tradizione artistica della Matera dei Sassi.

E dopo, di lui, la famiglia continua a realizzare opere come una volte, fatte di colori e leggende ancestrali.

Oggi Tiziana, moglie di Mimmo elabora cuccù caratteristici dai colori e dalla forme più particolari.

Puoi ammirarli nella sala espositiva del b&b che si trova nelle vicinanze dell’accettazione.

rocco giordano matera cuccù

LA STORIA DEL CUCÙ

Oggetto tipico dell’artigianato di Matera è il simpatico Cucu’, dall’origine preistorica. Il mitico fischietto di Matera, infatti, è probabilmente il primo giocattolo sonoro dell’area, e risale a periodi antichissimi.

Lo utilizzavano già le civiltà in epoche prima di Cristo, ed infatti piccoli fischietti di argilla sono stati ritrovati in tombe di bambini di epoca magno greca. Il fischietto tradizionale materano raffigura un gallo, simbolo di forza e virilità. Era esposto spesso fuori dalle abitazioni come difesa contro i malefici.

Il suono prodotto dalla figura produce due tonalità, questo ha determinato la denominazione dialettale di “cuccù” perché richiama il canto del cuculo.

Il fischietto ha poi col tempo assunto un significato importante nel corteggiamento tra uomo e donna.

Difatti l’uomo nel conquistare la donna amata poteva manifestare il proprio amore regalando un cuccù, se la donna lo rifiutava, rifiutava anche la corte dell’uomo nei suoi confronti. Inoltre, il fischietto di Matera, più era grande e ricco di fregi, più grande doveva essere l’amore per la donna e l’offerta di ricchezza materiale che l’innamorato voleva donare.

I fischietti sono grossomodo di due tipologie differenti: possono essere ad aria e ad acqua.

Quelli ad aria funzionano soffiando all’interno e aprendo e chiudendo con l’uso delle dita, come si farebbe per un flauto, i fori sul dorso della figura disegnata.

Per quelli ad acqua, di forma diversa, si riempie una piccola cavità al suo interno e successivamente si soffia per emettere un suono trillante.

A seconda della quantità di liquido introdotto il fischietto emanerà suoni differenti.

– Come erano i Sassi di Rocco Giordano.

Cosa c’era una volta tra le vie dei Sassi.